[ L'ACCETTAZIONE IN OFFICINA? ROBA DA FENOMENI! ]

In Officina l'accettazione è sicuramente una delle fasi più importanti, su questo non ci sono dubbi.


E' il primo contatto tra azienda e cliente, fondamentale per instaurare un rapporto che step dopo step dovrà evolversi e consolidarsi nel tempo.


Negli ultimi anni, più volte è stato trattato questo argomento da professionisti e consulenti del settore Automotive, indirizzando l'autoriparatore a compiere azioni e processi "Ripetuti" e "Meccanici".


Mi spiego meglio.


I titolari di attività, si sono visti suggerire un modello di accettazione ciclico, creato e fondato su una serie di domande da porre al cliente, per inserirlo nell'archivio clienti e dal raccogliere altre informazioni, direttamente dal veicolo.


Inoltre in questa prima fase è fondamentale per accogliere le richieste del cliente, ascoltare le problematiche riscontrate sul veicolo dallo stesso, suggerire le soluzioni e creare il preventivo.


Ora, queste sono le cose che sanno più o meno tutti, e non è il caso di rimestare la minestra ancora una volta.


Ma piuttosto volevo aprire una riflessione.


"Siamo sicuri che per ogni tipo di cliente l'accettazione deve essere la stessa"?


Io NON credo, anzi penso proprio di no!


Io credo che "dipende" da azienda a azienda.


Chi è più strutturato, e conta nella propria organizzazione numerosi addetti ai lavori,diventa inevitabile avere l'accettazione, per raccogliere tutti i dati ed avviare il ciclo, che accompagnerà il cliente dal primo contatto in officina alla riconsegna del veicolo ultimato.


Discorso diverso vale per le piccole attività, quelle che hanno 5/6 persone all'interno, magari di una qualsiasi cittadina di provincia, e che sono una bella fetta del mercato dell'autoriparazione in italia.


Quindi non parlerei di accettazione come un processo "Universale" da adottare per qualunque attività, che faciliti tutte le operazioni e processi in officina.


Quello di cui non si può fare a meno, non è l'accettazione, ma piuttosto un "VENDITORE".

Che sia un accettatore , per l'azienda più grande e strutturata, o il titolare di una piccola officina indipendente, questa persona deve essere un Ninja della vendita!


Un bravo venditore deve saper fare esattamente quello che fa uno psicologo: saper ascoltare le persone che ha di fronte, ne comprende i bisogni e soprattutto fornisce SOLUZIONI.


Il nostro settore è esattamente come tutti gli altri, e senza vendita un' attività muore.

Ben vengano i sistemi e le procedure per accogliere, schedulare e preventivare, ma poi bisogna fare i conti con il personale che abbiamo, la dimensione della nostra struttura e i fatturati.


L'autoriparatore oggi deve essere un commerciante, deve saper attrarre, deve saper proporre, deve saper vendere i propri servizi e la professionalità della sua azienda.

Che alla fine è l'unica cosa che conta.


Alessio.


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